Una casa milanese luminosa e grafica, ispirata alla leggerezza progettuale di Gio Ponti.
01 Gallery
02 Servizi
Servizi principali disponibili su richiesta o da confermare.
03 Il palazzo
Un palazzo storico. Un’esperienza autentica. La Milano che pochi conoscono.
Di probabile origine quattrocentesca, il palazzo si trova nel cuore più antico di Milano, là dove la città conserva ancora rare e preziose tracce della sua storia medievale e rinascimentale. L’androne voltato, il cortile interno, i richiami rinascimentali, simili a quelli del Castello Sforzesco, e l’apparato decorativo di grande suggestione testimoniano una storia stratificata nei secoli.
Tra gli elementi più affascinanti dell’edificio spiccano le decorazioni a graffito del cortile interno, oggi accuratamente restaurate e restituite alla loro piena bellezza: motivi geometrici, grottesche e intrecci ornamentali sapranno sorprenderti non appena ne avrai varcato la soglia.
Qui la storia non è soltanto qualcosa da visitare, ma diventa parte stessa dell’esperienza del soggiorno: dormire in questo appartamento significa vivere Milano dall’interno, in un luogo raro e autentico, dove il passato della città continua a dialogare con il presente.
04 L'appartamento
Luce, proporzione ed eleganza milanese: gli spazi giocano sulla geometria e sulla leggerezza, in dialogo con il centro storico.
L'appartamento traduce la lezione pontiana in un ambiente domestico contemporaneo: linee nette, superfici chiare e una scelta misurata di arredi che lasciano respirare lo spazio.
A pochi passi dal Duomo e dalle vie del centro, è pensato per chi cerca un soggiorno colto, silenzioso e profondamente milanese.
05 Le opere d’arte
Flores silvestre sobre tejido y cristal, 2022
Stampa fotografica incorniciata
David Lerones (Pontevedra, 1983) è un fotografo e artista spagnolo che vive e lavora a Valencia. La sua ricerca si concentra sulla fotografia concettuale e sulla capacità dell’immagine di trasformare elementi ordinari in esperienze contemplative. Attraverso un uso estremamente controllato della luce, dell’inquadratura e della composizione, Lerones indaga il rapporto tra natura, materia e percezione, conferendo dignità poetica a oggetti e frammenti del quotidiano.
In Flores silvestre sobre tejido y cristal Lerones costruisce una natura morta contemporanea, dove fiori spontanei vengono isolati su uno sfondo scuro che ne amplifica la presenza scultorea. I soggetti vegetali, colti in differenti stadi del loro ciclo vitale, evocano il tema della caducità, mentre la precisione fotografica restituisce ogni dettaglio con una qualità quasi tattile. L’opera è una meditazione sul tempo, sulla fragilità e sulla bellezza dell’effimero, un invito a riconoscere valore estetico in ciò che normalmente passa inosservato.
Senza titolo, 2021
Matita colorata su carta 160 g
Il duo spagnolo Fuentesal–Arenillas, formato da Julia Fuentesal (Huelva, 1986) e Pablo Arenillas (Cadice, 1989), lavora insieme dal 2012 sviluppando una ricerca che intreccia scultura, disegno, performance e installazione. La loro pratica indaga il rapporto tra gesto, memoria, caso e trasformazione della materia: il gioco, l’imprevisto e la partecipazione diventano strumenti per mettere in discussione l’idea tradizionale di forma compiuta.
Questa serie di dodici disegni nasce da un processo in cui la componente di gioco/performance precede e genera l’immagine. Ciascun foglio deriva dal gesto compiuto da dodici amici del collezionista, invitati a lanciare in aria una pesante corda di juta lunga circa 2,5 metri: la configurazione assunta dalla corda nella caduta è il punto di partenza di ogni disegno. Il gesto casuale viene trasformato in una forma poetica, sospesa tra astrazione e traccia; l’intera serie costituisce una sorta di ritratto collettivo, la documentazione poetica di un evento condiviso.
Untitled, 2019
Olio su tela
Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Venezia, Paolo Pavan (Treviso, 1987) sviluppa una ricerca incentrata sulla continua trasformazione dell’immagine. Attraverso la sovrapposizione di fotografia e pittura, le sue opere mettono in discussione la stabilità del reale, facendo emergere un universo in cui forme e figure sembrano apparire e dissolversi senza mai raggiungere uno stato definitivo.
Untitled, 2019 nasce da una fotografia interamente rielaborata attraverso la pittura a olio. L’immagine perde progressivamente il proprio carattere documentario per trasformarsi in un campo percettivo aperto, dove la figura sembra affiorare e dissolversi nello stesso istante. Le dense pennellate cromatiche non completano la rappresentazione, ma ne evidenziano il continuo divenire.
Besozzi, 2018
Acrilico su tela
Carmen Jiménez (Badajoz, 1990) è un’artista spagnola che concentra la propria ricerca sulla pittura come luogo di sedimentazione della memoria e di trasformazione dell’immagine. Il suo linguaggio, prossimo all’astrazione, nasce dalla sovrapposizione di segni, velature e cancellazioni che rendono visibili le tracce del tempo.
Realizzata appositamente per il collezionista, Besozzi assume come elemento centrale il marchio storico della sua azienda, fondata nel 1911. L’artista interviene sulla tela con numerose velature che attenuano la leggibilità dell’emblema senza cancellarlo: il marchio emerge e scompare allo stesso tempo, come un’immagine riaffiorata dalla memoria, riconoscibile ma mai completamente definita.
La forma celata – 1, 2009
Lamina e pigmento su tavola
Tra i protagonisti dell’arte italiana contemporanea, Umberto Mariani sviluppa dagli anni Novanta una ricerca incentrata sulla “forma celata”, nella quale il drappeggio diviene l’elemento distintivo del suo linguaggio. Utilizzando lamine di piombo modellate e dipinte, l’artista trasforma un materiale pesante e rigido in superfici che sembrano morbidi tessuti, in costante dialogo tra realtà e illusione.
L’opera rinuncia a ogni funzione descrittiva per concentrarsi sul rapporto tra ciò che è visibile e ciò che rimane nascosto: il drappeggio non rivela un corpo, ma ne suggerisce soltanto la presenza. La luce scivola sulle superfici metalliche accentuando rilievi e ombre, mentre il monocromo rafforza il carattere essenziale della composizione.
Collage poubelle, 2003
Collage su tela, metacrilato
Florentine (Rosenheim, 1978) e Alexandre (Le Coteau, 1980) Lamarche-Ovize sono un duo artistico francese che lavora insieme dal 2006, con una ricerca multidisciplinare tra disegno, stampa, ceramica, tessile e installazione, ispirata al mondo vegetale e animale, alla storia naturale e all’illustrazione scientifica.
Il titolo – letteralmente “collage della spazzatura” – richiama la pratica del recupero di materiali e immagini destinate allo scarto, trasformate in una nuova narrazione visiva. Ritagli fotografici, campiture cromatiche e texture differenti si sovrappongono in un paesaggio immaginario stratificato e luminoso; la trasparenza del metacrilato amplifica la profondità della composizione.
Le opere fanno parte della collezione privata che abita l’appartamento.
06 Posizione
Via dei Piatti si trova nel centro storico, tra il Carrobbio e le Cinque Vie: una posizione raccolta e silenziosa, a breve distanza da Duomo, Quadrilatero e dalle principali linee di trasporto.
Indirizzo esatto e istruzioni di accesso vengono comunicati dopo la conferma della richiesta.
07 Richiesta
Compila i dati essenziali del tuo soggiorno. Ti risponderemo via WhatsApp o email con disponibilità, dettagli e condizioni.